Ho portato un ritratto a teatro per Pierpaolo Spollon
- Martina Fratini
- 22 gen
- Tempo di lettura: 2 min

A volte le cose si incastrano così bene da sembrare quasi studiate.
In realtà, semplicemente, erano pronte!
Sapevo che Pierpaolo Spollon sarebbe arrivato in un piccolo paese delle Marche per portare in scena il suo spettacolo teatrale. E io avevo già un suo ritratto pronto. Così ho deciso di unire due cose che mi facevano piacere: andare a vedere uno spettacolo che mi incuriosiva davvero e consegnare un disegno che aspettava il momento giusto.
Pierpaolo mi piace come attore, ma soprattutto mi è sempre sembrato una persona genuina, spontanea, simpatica. Quelle presenze che arrivano dritte, senza filtri. Qualche mese prima avevo realizzato il suo ritratto per la mia mostra annuale a Sapori d’Autunno, che organizzano nel mio paese. Ogni anno porto volti nuovi, personaggi che mi ispirano, e lui era stato uno di quelli.
Dopo lo spettacolo, Pierpaolo si è fermato per il firmacopie del suo libro. È stato lì, in quel momento semplice e informale, che gli ho consegnato il ritratto. Senza grandi discorsi, solo con il piacere di offrire qualcosa fatto con cura.
La sua reazione è stata immediata e sincera: felicità, sorpresa, gratitudine. Quei sorrisi che non hanno bisogno di essere interpretati.
Qualche giorno dopo, è arrivata un’altra piccola magia.
Su Instagram mi ha scritto, mandandomi una foto del ritratto: lo aveva messo sotto l’albero di Natale.
Vedere un proprio lavoro trovare spazio nella quotidianità di qualcuno — non come oggetto esposto, ma come presenza — è una delle cose più belle che possano capitare a chi crea. È il momento in cui il disegno smette di essere tuo e diventa parte della storia di qualcun altro.
E anche questa volta, un ritratto ha fatto il suo viaggio. In silenzio, con naturalezza, esattamente come piace a me.




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