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Ho scritto a Gianmarco Tamberi. Quando un DM diventa realtà.

  • Martina Fratini
  • 22 gen
  • Tempo di lettura: 2 min

Alcuni ritratti nascono per ammirazione, altri per appartenenza.

Questo è nato da entrambe.


Gianmarco Tamberi è marchigiano, come me. Seguirne il percorso, le vittorie, la determinazione e il modo in cui porta i suoi valori dentro e fuori dallo sport mi ha sempre colpita. Dopo la vittoria dell’oro ai Mondiali del 2023, ho sentito il desiderio di omaggiarlo con un ritratto. Un gesto semplice, sincero, senza secondi fini.


Il 9 febbraio 2024, quasi per gioco e senza reali aspettative, ho deciso di scrivergli su Instagram. Un messaggio diretto, rispettoso, in cui raccontavo che avevo realizzato un suo ritratto e che mi avrebbe fatto piacere consegnarglielo di persona.



Il giorno dopo è successo qualcosa che non mi aspettavo: mi ha risposto.


Da lì, in modo naturale e diretto, ci siamo messi d’accordo. Mi ha invitata ad Ancona, nel luogo in cui si allena abitualmente. Nessuna distanza, nessuna barriera. Solo disponibilità e semplicità.


Quando ci siamo incontrati, ho trovato davanti a me una persona estremamente gentile, umile, con un’energia pulita e un grande cuore. Un campione che non ha bisogno di mostrarsi tale, perché lo è nel modo in cui ascolta, accoglie e si relaziona.


Gli ho consegnato il ritratto, abbiamo scambiato qualche parola e ci siamo fatti uno scatto insieme. È stato un momento carico di emozione: incontrare un atleta che incarna la forza, ma anche la sensibilità, rende tutto più reale, più umano.


Questo incontro mi ha ricordato quanto sia potente un gesto fatto con sincerità. A volte basta un messaggio, un disegno, un’intenzione autentica per creare una connessione vera.


E anche questa volta, attraverso un ritratto, ho avuto la conferma che l’arte può essere un ponte silenzioso tra le persone, capace di arrivare dove le parole spesso non arrivano.

 
 
 

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